Dichiarazione del Presidente della Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II, Luciano Gualzetti

“Il primato della Lombardia, che nel 2025 raggiunge la cifra record di 26 miliardi di euro spesi in azzardo, non è un semplice dato statistico: è un’emergenza sociale che interpella con urgenza le istituzioni. L’incremento rispetto all’anno precedente e il distacco netto dal resto del Nord Italia mostrano una deriva che non può più essere ignorata.”

“La ‘questione lombarda’ nasce dall’incrocio di due fattori che alimentano il sovraindebitamento familiare: da un lato, la più alta concentrazione nazionale di sale dedicate alle Videolottery, strumenti che favoriscono giocate rapide e compulsive; dall’altro, l’esplosione del gioco digitale, con oltre 2,2 milioni di conti attivi che trasferiscono la dipendenza dentro le case, lontano da ogni forma di controllo sociale.”

“I quasi 10 miliardi bruciati nella sola provincia di Milano e i volumi elevatissimi registrati a Brescia, Bergamo, Monza e Varese confermano che l’azzardo è ormai una piaga capillare. Questa emorragia di risorse impoverisce le famiglie e crea il terreno ideale per l’usura: quando il risparmio viene divorato dalle macchinette o dalle ricariche online, la criminalità organizzata trova vittime fragili e facilmente aggredibili.”

“Di fronte a questa situazione, la Consulta Nazionale Antiusura ritiene indispensabile un intervento immediato e strutturale. Occorre innanzitutto ridurre l’offerta fisica di gioco, rivedendo le autorizzazioni per le sale VLT, limitando la densità territoriale degli apparecchi e introducendo fasce orarie uniformi di sospensione del gioco. Parallelamente, è urgente rafforzare la regolamentazione del gioco digitale: servono sistemi più efficaci di autoesclusione, limiti di spesa realmente vincolanti, verifiche periodiche sull’identità e sulla capacità economica dei giocatori, oltre a una maggiore trasparenza sui flussi di denaro e sugli algoritmi delle piattaforme.”

“La prevenzione deve diventare una priorità: campagne informative capillari, sportelli territoriali di ascolto e sostegno, percorsi psicologici e finanziari per le famiglie colpite. Al tempo stesso, il contrasto all’usura richiede un coordinamento più stretto tra Prefetture, Forze dell’Ordine e Fondazioni Antiusura, con un monitoraggio costante dei territori più esposti e procedure rapide di protezione per chi rischia di cadere nella rete criminale.”
“Non è accettabile che lo Stato renda disponibili questi dati con forte ritardo. La velocità con cui l’azzardo evolve, soprattutto online, impone risposte tempestive. Per questo chiediamo l’obbligo di pubblicazione annuale dei dati entro tempi certi, la creazione di un osservatorio permanente sul gioco pubblico e digitale e un coordinamento stabile tra Governo, Regioni e Comuni. Limitare l’offerta in Lombardia e nel resto d’Italia non è più una scelta politica: è una necessità per evitare che il costo sociale superi definitivamente i benefici delle entrate erariali.”

 

18/4/2026

Consulta Nazionale Antiusura
“Giovanni Paolo II” o.n.l.u.s.
Via dei Gesuiti, 20 – 70122 BARI
tel. 0805235454 fax 0805225030

www.consultantiusura.it

info@consultantiusura.it

L’ARCIVESCOVO DI PALERMO MONS. CORRADO LOREFICE VISITA LA FONDAZIONE “Ss. MAMILIANO E ROSALIA”

L’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice ha visitato, il 12 Febbraio 2026, la nostra Fondazione in Via Benfratelli, 27 a Palermo, per esprimere la sua vicinanza e attenzione a un’istituzione nata proprio per volontà e iniziativa della Chiesa di Palermo.

Accolto dal Presidente della Fondazione Francesco Furnari e dal Vicepresidente Vittorio Alfisi, insieme ai membri del Consiglio Direttivo ai volontari e agli impiegati, Sua Eccellenza ha visitato la struttura dove operano i volontari.

Durante l’incontro Mons. Lorefice ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro svolto dalla Fondazione, che, da oltre vent’anni, opera per la prevenzione e il contrasto dell’usura in Sicilia e ha ringraziato tutti per l’ascolto attivo e il sostegno offerto alle famiglie sovraindebitate.

Il Presidente Furnari ha presentato l’attività della Fondazione, facente parte della Consulta Nazionale Antiusura, che utilizza i fondi della legge 108/96, quelli regionali, oltre ai contributi dell’otto per mille erogati dalla  Diocesi di Palermo.

Due volontari hanno illustrato le modalità di lavoro della Fondazione, sottolineando che l’assistenza data a tutti coloro che si rivolgono alla Fondazione avviene in maniera del tutto gratuita.

Particolarmente interessanti e cariche di emozioni sono state le testimonianze di alcuni assistiti, specialmente di una coppia di giovani sposi, recentemente aiutata dalla Fondazione per salvare la casa di abitazione già posta in vendita all’asta.

La visita si è conclusa con un momento di preghiera comune.

L’Arcivescovo con i volontari e gli impiegati della Fondazione

Leone XIV alla Consulta nazionale antiusura nel trentennale di fondazione

Peccato molto grave che schiaccia le persone
fino a renderle schiave

18 ottobre 2025

«Quanto è lontano da Dio l’atteggiamento di chi schiaccia le persone fino a renderle schiave! Si tratta di un peccato grave, a volte molto grave, perché non è riducibile a mera questione di contabilità; l’usura può portare crisi nelle famiglie, può logorare la mente e il cuore al punto da indurre a pensare al suicidio come unica via d’uscita». Lo ha denunciato Leone XIV ricevendo in udienza nella Sala Clementina stamane, sabato 18 ottobre, la Consulta nazionale antiusura “San Giovanni Paolo II”, nel trentennale della fondazione. Accompagnati dal presidente Luciano Gualzetti, i volontari delle 35 fondazioni aderenti, attive su tutto il territorio italiano, hanno partecipato all’incontro con il Pontefice e a mezzogiorno si sono ritrovati nella basilica di San Pietro per la Celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, all’altare della Cattedra. Ecco il discorso del Papa.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

La pace sia con voi!

Cari fratelli, care sorelle, buongiorno e benvenuti!

Saluto il Presidente e tutti voi che rappresentate la Consulta nazionale antiusura. Unisco la mia voce a quella dei miei Predecessori per ringraziarvi dell’impegno con cui, da trent’anni, operate per contrastare un problema che ha un impatto devastante sulla vita di molte persone e molte famiglie.

Il fenomeno dell’usura rimanda al tema della corruzione del cuore umano. È una storia dolorosa e antica, già attestata nella Bibbia. I profeti, infatti, hanno denunciato l’usura, insieme allo sfruttamento e ad ogni forma di ingiustizia nei riguardi dei poveri. Il profeta Isaia, a nome del Signore, pone questa domanda: «Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?» (Is 58, 6). Quanto è lontano da Dio l’atteggiamento di chi schiaccia le persone fino a renderle schiave! Si tratta di un peccato grave, a volte molto grave, perché non è riducibile a mera questione di contabilità; l’usura può portare crisi nelle famiglie, può logorare la mente e il cuore al punto da indurre a pensare al suicidio come unica via d’uscita.

La dinamica negativa dell’usura si manifesta a diversi livelli. C’è un’usura che apparentemente sembra voler aiutare chi è in difficoltà economiche, ma che ben presto si rivela per quello che è: un macigno che soffoca. Ne pagano le conseguenze soprattutto le persone fragili, come chi è vittima del gioco d’azzardo. Essa colpisce però anche chi deve affrontare momenti difficili, come ad esempio cure mediche straordinarie, spese impreviste oltre le possibilità proprie e della famiglia. Ciò che dapprima si presenta come un aiuto, in realtà, a lungo andare, diventa un tormento.

E questo capita anche a livello di Paesi nel mondo. Purtroppo, sistemi finanziari usurari possono mettere in ginocchio interi popoli. Ugualmente, non si possono trascurare «quanti nei commerci usano pratiche usurarie e mercantili che provocano la fame e la morte dei loro fratelli in umanità» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2269): le loro responsabilità sono gravi e alimentano strutture di peccato inique.

«La domanda che ritorna è sempre la stessa: i meno dotati non sono persone umane? I deboli non hanno la stessa nostra dignità? Quelli che sono nati con meno possibilità valgono meno come esseri umani, devono solo limitarsi a sopravvivere? Dalla risposta che diamo a queste domande dipende il valore delle nostre società e da essa dipende pure il nostro futuro. O riconquistiamo la nostra dignità morale e spirituale o cadiamo come in un pozzo di sporcizia» (Esort. ap. Dilexi te, 95).

Ecco perché è tanto preziosa l’azione di chi, come voi, si impegna per disincentivare l’usura e cercare di porre fine a tale pratica. La vostra opera è particolarmente intonata allo spirito e alla prassi del Giubileo, e può ben essere annoverata tra i segni di speranza che caratterizzano questo Anno Santo.

Pensando alle radici evangeliche di tale servizio, vorrei invitarvi a meditare sull’atteggiamento di Gesù nei confronti di Zaccheo, capo dei pubblicani di Gerico (cfr. Lc 19, 1-10). Egli era avvezzo a soprusi, angherie e prepotenze. Era normale per uno come lui approfittare del proprio ruolo per sfruttare le persone e guadagnare spogliando i più deboli. Ed ecco che Gesù cerca proprio lui, Zaccheo: lo chiama, gli dice che vuole fermarsi a casa sua. E allora accade l’impensabile: la gratuità di Gesù spiazza completamente quell’uomo e lo mette con le spalle al muro. Rientrando in sé stesso, Zaccheo capisce di aver sbagliato e decide di restituire “con gli interessi”! «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto» (Lc 19, 8). Nessuno gli chiedeva tanto, neppure la legge mosaica. Ma il fatto è che l’incontro con Cristo gli ha trasformato il cuore, e allora tutto cambia. Solo la gratuità è così efficace da rivelare a noi stessi il senso della nostra umanità. Quando prevale la ricerca del guadagno, gli altri non sono più persone, non hanno più volto, sono solo oggetti da sfruttare; e così si finisce per perdere anche sé stessi e la propria anima. La conversione di chi si macchia di usura è altrettanto importante della vicinanza a chi soffre per l’usura subìta.

Carissimi, vi incoraggio a portare avanti la vostra missione, tanto più valida in quanto esprime un impegno comunitario, sostenuto dai pastori della Chiesa.

Prego per voi, affidandovi all’intercessione di San Matteo apostolo, e di cuore vi benedico. Grazie.

18 ottobre 2025

30° Anniversario della Consulta Nazionale Antiusura “San Giovanni Paolo II”

Omelia di Mons. Giuseppe Satriano

Arcivescovo di Bari-Bitonto

Basilica di San Pietro

18 ottobre 2025 – Festa di San Luca Evangelista


Il nostro aiuto è nel nome del Signore, Egli ha fatto cielo e terra!

Stiamo vivendo una giornata memorabile e sono contento di condividerla con ciascuno di voi. Saluto il caro Presidente, il dott. Luciano Gualzetti, che ringrazio per il suo instancabile impegno a servizio della Consulta Nazionale, e in lui abbraccio idealmente ogni donna e ogni uomo delle 35 fondazioni antiusura che operano nel nostro amato Paese.

Un riferimento particolare alla Fondazione di Roma “Salus Populi Romani”, che festeggia trent’anni di vita, proprio come la Consulta Nazionale Antiusura. Radunati in questa Basilica, cuore pulsante della cattolicità, sentiamo vibrare in noi la gratitudine e la commozione.

Trent’anni di cammino: una data che si scolpisce, nella memoria ecclesiale, come pietra viva di una storia animata dallo Spirito.

A rendere ancor più densa questa celebrazione è l’incontro appena vissuto con il Sommo Pontefice, Papa Leone XIV, che ci ha voluto accogliere in un’udienza carica di paterna benevolenza.

Le sue parole ci hanno confermati nella fede e nel servizio, ci hanno sostenuti nel nostro impegno accanto a un’umanità ferita da “un macigno che soffoca” – questa l’immagine che Papa Leone XIV ha usato questa mattina per parlare dell’usura – e dalle nuove forme di schiavitù economica che segnano il nostro tempo.

È stato un momento di grazia, in cui abbiamo percepito la Chiesa madre che ci incoraggia, riconosce e rilancia il cammino di una rete viva, capace di stare nelle piaghe della nostra gente con la forza mite del Vangelo.

Oggi celebriamo la festa di San Luca evangelista — il medico, il discepolo fedele, il cantore della misericordia — e la Parola ci offre un orizzonte luminoso in cui leggere anche la nostra esperienza.

San Paolo, nella Prima Lettura, parla con schiettezza di fatiche, solitudini e tradimenti, senza tuttavia smarrire mai la certezza di un “però” che cambia tutto:

“Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo” (2Tm 4,17).

Quel “però” è la chiave della fede: è la piega interiore dove la grazia prende corpo, dove la presenza del Signore rende fecondo ciò che agli occhi umani sembrerebbe arido o sconfitto.

Anche la storia della Consulta è attraversata da questo “però” evangelico.

Di fronte alle dinamiche disumane dell’usura — che lacerano famiglie, calpestano dignità, uccidono speranze — la Chiesa non è rimasta spettatrice.

Ha risposto con la creatività della carità, con il coraggio di uomini e donne che hanno detto “però”: il male deturpa, però il Vangelo può diventare carne; il male corre, però la giustizia può camminare sulle gambe della misericordia; il male abbatte, però la speranza può rialzare chi è caduto.

L’usura, lo sappiamo, è un male complesso, condannato “da sempre e per sempre” dalla coscienza cristiana e dalla Scrittura, un “peccato grave” – come lo ha definito Papa Francesco – e “molto grave” – come ha aggiunto e rincarato Papa Leone.

Dietro i numeri ci sono volti concreti: padri e madri, anziani, giovani, intere famiglie ferite dal bisogno e dalla vergogna. In questa piaga, spesso silenziosa, la Consulta ha scelto di abitare le crepe, di scendere nei luoghi dove la dignità si smarrisce per riportarvi luce e fiducia.

Come i settantadue discepoli inviati da Gesù nel Vangelo di oggi (Lc 10,1-9), anche voi siete stati mandati a due a due, non con la forza dei mezzi ma con la potenza del Vangelo:

“Non portate borsa, né sacca, né sandali… In qualunque casa entriate, dite: Pace a questa casa” (Lc 10,4-5).

Luca ci consegna lo stile della missione povera e fraterna: portare pace, guarire ferite, annunciare che “il Regno di Dio si è fatto vicino”.

E la vostra missione ha assunto questa forma evangelica:

–       nell’ascolto discreto e competente delle persone schiacciate dai debiti;

–       nell’accompagnamento legale, economico e umano;

–       nella promozione di una cultura antidebito e nell’azione profetica contro il gioco d’azzardo, “l’altra faccia della stessa medaglia”;

–       nella costruzione di una rete solidale che ha radici ecclesiali e sguardo profetico.

In questo cammino non possiamo dimenticare le figure fondatrici, veri “operai del Vangelo”: Padre Massimo Rastrelli, Mons. Alberto D’Urso e tanti altri, che con audacia evangelica hanno saputo inventare risposte nuove davanti a sfide antiche. Hanno trasformato la compassione in struttura, la denuncia in progetto, la prossimità in rete viva.

La differenza cristiana non è una bandiera da sventolare, ma una vita da incarnare: è l’audacia di accogliere l’altro nella sua alterità, di vincere il male con il bene, di disinnescare le logiche della vendetta con la creatività dell’amore.

Il pittore francese Matisse affermava che ‘vedere è già un atto creativo’. Oggi, nel cuore della Chiesa, rendiamo grazie al Signore per tutte quelle vite che il male ha cercato di sotterrare e che voi, però, siete riusciti a “vedere”: per le famiglie risollevate, per le relazioni riconciliate, per le conversioni silenziose che la misericordia ha operato anche nei cuori degli usurai. Ma questa Eucaristia è anche invito a guardare avanti.

“La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai” (Lc 10,2).

Il campo della giustizia è vasto, la messe della dignità da restituire è abbondante.

C’è bisogno di nuove energie, di giovani che raccolgano il testimone, di comunità cristiane che si lascino inquietare dai poveri e dalle nuove forme di sfruttamento.

La Consulta è chiamata oggi non solo a custodire un’eredità, ma a generare futuro, a continuare a essere presenza disarmata e operosa, “mietitori del buono” in un mondo spesso tentato dal cinismo.

Carissimi, davanti a Pietro, roccia della fede, rinnoviamo il “però” della speranza. Il Signore è stato vicino, e continuerà a esserlo. Lo toccate nelle ferite che curate, vi aspetta nei cammini che accompagnate, vi scalda il cuore nella pace che annunciate casa per casa.

All’intercessione di San Matteo, patrono della Consulta, affidiamo questo tempo nuovo. E che la tenerezza evangelica di San Luca, la profezia di San Giovanni Paolo II e la creatività dei vostri fondatori continuino a ispirarvi.

Auspico che tutti in Italia, guardando a voi, possano riconoscere un segno luminoso di quella Chiesa povera per i poveri che il Vangelo sogna e che lo Spirito continuamente suscita.

Amen.

COSTITUITO L’OSSERVATORIO PROVINCIALE SUL FENOMENO DELL’USURA A PALERMO

Con decreto del Prefetto di Palermo è stato costituito l’Osservatorio Provinciale sul fenomeno dell’usura a seguito del Protocollo d’Intesa per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dell’usura, sottoscritto il 30 ottobre 2024.

L’Osservatorio è composto dai rappresentanti della Commissione Regionale ABI della Sicilia, della Banca d’Italia di Palermo, della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia, di Solidaria, del Centro per i Diritti del Cittadino, del Centro Studi e Iniziative Culturali Pio La Torre, del Comitato Addio Pizzo e di SOS Impresa.

La nostra Fondazione sarà rappresentata dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente o dal Segretario.

Azzardo: la Consulta Nazionale Antiusura invita il Governo a ritirare la proposta di riforma del gioco fisico

COMUNICATO STAMPA

Riforma sul gioco d’azzardo fisico:

             Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II esprime dissenso e preoccupazione

La Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II esprime dissenso e preoccupazione in merito alla linea intrapresa dal Governo sul settore dell’azzardo: distanziometro quasi annullato, luoghi sensibili ridotti a due, limitata riduzione di sale gioco e scommesse.

“Con la bozza di riforma sul gioco d’azzardo fisico sta perseverando – lancia l’allarme il Presidente della Consulta Luciano Gualzetti – sulla linea della diffusione capillare dell’azzardo nel Paese, prevaricando Regioni e Comuni i cui provvedimenti normativi e regolamenti sindacali sono rivolti a ridurre l’impatto degli effetti distorsivi sull’economia e sulla salute dei cittadini sui territori. Come per il gioco on line, anche la riforma del gioco fisico, è strutturata in maniera tale che l’azzardo entri in tutte le famiglie italiane, soprattutto di quelle più disagiate, più povere, più fragili e quindi soggette a intravedere nella scommessa una via d’uscita dalla propria condizione di disagio.

La proposta di riforma attraverso l’introduzione della distinzione tra punti gioco certificati e non, e riducendo i punti sensibili solo alle scuole secondarie di secondo grado e ai SerD, di fatto liberalizza l’insediamento dei punti gioco,  si vedranno le sale slot accanto a chiese e oratori. Manderà in fumo il lavoro svolto da molte Regioni e Comuni che, in applicazione delle leggi regionali vigenti, hanno provveduto a chiudere e/o delocalizzare esercizi con gioco d’azzardo.  Inoltre, è in netto contrasto con pressoché tutte le sentenze dei tribunali amministrativi, che hanno di fatto riconosciuto la titolarità delle Regioni a legiferare e la correlazione tra aumento di patologie e presenza di punti gioco sui territori.

Infine, introducendo fasce orarie di chiusura differenziate per esercizi certificati e non: certificati nella fascia oraria 5-8.30 e 13-15; non certificati 5-9 e 13-16, salteranno anche i limiti orari previsti dalle ordinanze sindacali. Gli effetti saranno che si continuerà a giocare durante tutta la notte e si aggirerà quanto prevedeva la Corte costituzionale nella sentenza 220/2014, che attribuisce alle ordinanze del sindaco la possibilità di limitare gli orari di apertura delle sale da gioco.

Ormai 1 persona indebitata su 2 incontrata ogni anno dalle Fondazioni ha come causa principale del debito l’azzardo. Se si considera che solamente nel 2023, intorno all’azzardo sono girati 135 miliardi di euro e le previsioni ci dicono che si supererà i 160 miliardi nel 2024. Le persone che soffrono di dipendenza dall’azzardo sono 1.200.000.

La Consulta Nazionale Antiusura si unisce all’appello delle Regioni, dei Comuni e associazioni che quotidianamente operano sui territori, ascoltando la disperazione della gente finita nella trappola disumana dell’azzardo, di ritirare tale proposta di riforma del gioco fisico, in quanto non è rispettosa della dignità e della salute dei cittadini. È necessario rivederla insieme a tutta la normativa vigente sull’azzardo, sulle direttrici di un effettivo riordino che sappia costruire una legislazione:

  • trasparente sul fronte degli effetti, ai rischi che produce e sulla sostenibilità sociosanitaria degli effetti negativi che produce sulle persone e – in via diretta o indiretta – sulla finanza pubblica;
  • equa riguardo alla disciplina del regime concessorio; tale da non generare disparità di trattamento e conseguenti ingiusti vantaggi in questo ambito;
  • attenta ai deboli che si faccia carico di limitare gli effetti negativi sia preventivamente, che in termini di presa in carico e cura;
  • sussidiaria, che sappia riconoscere e attivare le responsabilità dei diversi livelli di governo territoriale (Comuni e Regioni) e dei soggetti sociali.

Segnare un punto di discontinuità con il passato è dunque urgente e necessario dal punto di vista normativo, che si accompagni però a un nuovo patto socio-economico in cui le istituzioni, le imprese e le associazioni trattino l’azzardo per quello che è davvero: un detrimento per la salute dei cittadini, l’erario e l’economia.

28/1/2025

 

L’Azzardo è fuori controllo – Il Paese necessita con urgenza di una normativa organica e trasparente

Comunicato stampa
L’Azzardo è fuori controllo
Preoccupazione di Campagna Mettiamoci in gioco e Consulta Nazionale Antiusura
per i dati sulla diffusione del fenomeno nel nostro paese.

Il Paese necessita con urgenza di una normativa organica e trasparente

14 novembre 2024

La Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II e la Campagna contro i rischi del gioco d’azzardo Mettiamoci in gioco esprimono profonda preoccupazione per i dati sull’azzardo resi noti grazie ad una interrogazione parlamentare presentata dall’On. Virginio Merola, che confermano l’aggressività con cui il fenomeno si diffonde. I dati del comparto dei giochi analizzati in queste settimane non lasciano spazi all’interpretazione.

Il volume dei denari veicolati nei canali di gioco: 15.207.386 è il numero dei conti gioco online del 2023 con un valore finanziario di oltre 10 miliardi di euro per larga parte in dote alle società di scommesse. E ancora: si vendono 4.116 gratta e vinci al minuto, 24 h su 24, tanto per citare alcuni esempi. Per quanto riguarda il mondo dello Sport, nonostante, il divieto di sponsorizzazione dei giochi imposto dal DL Dignità, soprattutto i campionati di calcio per mezzo di artifizi, ancorché legali, bypassano sistematicamente la Legge.
La Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II e la Campagna contro i rischi del gioco d’azzardo Mettiamoci in gioco rivolgono l’ennesimo appello al Governo e alle istituzioni nazionali e locali, affinché ci si confronti nei luoghi deputati, l’Intergruppo parlamentare, come pure la Conferenza Stato Regioni, per dotare il Paese di una normativa organica e trasparente che regoli un fenomeno ormai fuori controllo, anche dagli stessi organismi preposti alla sorveglianza e alla repressione.

“I recenti dati sulla povertà di Caritas italiana disegnano un Paese in cui crescono disuguaglianze economiche e sociali. Condizioni che spingono molte famiglie a cercare una soluzione ai propri problemi economici nell’azzardo – dichiara il presidente della Consulta Nazionale Antiusura Luciano Gualzetti -. Siamo in una situazione che trasferisce enormi somme dall’economia reale alle casse delle concessionarie dell’azzardo e delle scommesse. Scenario che favorisce l’indebitamento o, addirittura, all’usura. È diventato improrogabile un confronto tra le istituzioni e le associazioni che quotidianamente toccano con mano sulla pelle delle persone e delle loro famiglie le lacerazioni procurate dall’azzardo, affinchè il fenomeno sia controllato e regolamentato da una normativa organica, che metta al primo posto la prevenzione e la cura della salute dei cittadini”.

“L’ aumento ormai senza controllo della raccolta dell’ Azzardo nel paese rende ancora più pesante e colpevole il silenzio delle istituzioni. Cosa serve ancora per capire che l’ attuale sistema ha bisogno di una regolamentazione che tuteli le persone? Il silenzio dello stato è ormai assordante! Quante persone dovranno rovinare la propria esistenza prima che ci si renda conto della gravità della situazione? Non ci sono più alibi, non ci sono più scuse, dichiara don Armando Zappolini della Campagna Mettiamoci in gioco“.

 

Azzardo, la legge di bilancio non difende né la salute dei cittadini né gli interessi dello Stato

Comunicato stampa

 Azzardo, la legge di bilancio non difende né la salute dei cittadini
né gli interessi dello Stato

Campagna Mettiamoci in gioco e Consulta Nazionale Antiusura
mettono in guardia politica e opinione pubblica sulla gravità delle norme
che il governo vorrebbe introdurre

25 ottobre 2024

La Campagna contro i rischi del gioco d’azzardo Mettiamoci in gioco e la Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II mettono in guardia la politica e l’opinione pubblica sulla gravità delle norme che riguardano il gioco d’azzardo presenti nel testo della legge di bilancio bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato. Anche i provvedimenti presenti in questa manovra sembrano confermare la subordinazione dei governi agli interessi della lobby dell’azzardo, senza curarsi dei diritti e delle esigenze dei cittadini ma nemmeno degli interessi dello Stato.

In particolare, si evidenziano le seguenti criticità:

  • viene cancellato l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave presso il Ministero della Salute, un organismo istituzionale in cui sono presenti anche le associazioni, che ha avuto come priorità il diritto alla salute dei cittadini. In verità già la legge 41/2024, contestata da Mettiamoci in gioco e Consulta Nazionale Antiusura, istituiva una Consulta permanente dei giochi pubblici presso il Ministero dell’Economia, con la presenza dei concessionari del gioco d’azzardo, che di fatto marginalizzava l’Osservatorio e spostava il focus sulla dimensione economica ed erariale del fenomeno. Dal testo della legge, non è chiaro se questa Consulta continuerà a esistere mentre è prevista l’istituzione di un Osservatorio dedicato “a ogni forma di dipendenza”, che dovrebbe occuparsi di tutte le dipendenze patologiche;
  • viene abrogato il fondo specifico di 50 milioni di euro annui destinato alla prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo. Al suo posto viene istituito un Fondo per le dipendenze patologiche, ripartito tra le Regioni sulla base di criteri determinati con decreto del ministro della Salute;
  • vengono, per l’ennesima volta, prorogate le concessioni per il gioco d’azzardo, di due anni, fino al 31.12.2026. Già la legge di previsione di bilancio per il 2023 e per il bilancio pluriennale 2023-2025 aveva reintrodotto la proroga fino al 31.12.2024 per le concessioni che erano in scadenza al 31.12.2022. Va ricordato che le scadenze iniziali delle concessioni per il bingo erano fissate al 2014, quelle per le scommesse sono scadute nel 2016 e quelle per gli apparecchi di giochi nel 2022. Il sistema delle proroghe delle concessioni avviene a fronte del pagamento di un corrispettivo una tantum ma, visti gli appetiti che il comparto dell’azzardo suscita a livello globale, l’indizione di nuove gare apporterebbe presumibilmente nelle casse dell’erario un contributo assai più significativo;
  • viene stabilizzata in modo permanente una estrazione settimanale aggiuntiva per lotto ed enalotto, che aumenta l’offerta di gioco d’azzardo quando sarebbe invece necessario ridurla. La quarta estrazione settimanale di lotto ed enalotto era già stata introdotta in via provvisoria (già allora con molte critiche, viste anche le esperienze precedenti) a luglio dello scorso anno per sostenere la popolazione dell’Emilia Romagna colpita dall’alluvione.

Mettiamoci in gioco e Consulta Nazionale Antiusura sottolineano che tali provvedimenti del governo vengono avanzati in un momento in cui è ormai chiaro che nel 2024 verrà toccato un nuovo record nella raccolta del gioco d’azzardo – la stima è di circa 160 miliardi di euro – dopo il record dello scorso anno con 147,7 miliardi di euro. Dati allarmanti se correlati con le più accreditate indagini sulla dipendenza da gioco d’azzardo. Lo studio IPSAD del CNR-IFC stima in circa 20 milioni gli italiani tra i 18 e gli 84 anni (43%del totale) che hanno giocato d’azzardo almeno una volta nel corso del 2022 e in 800mila gli italiani della stessa fascia d’età che presentavano in quell’anno un profilo di gioco a rischio da moderato a severo. L’indagine sottolineava che sono proprio le persone con redditi mensili e titoli di studio più bassi a diventare più frequentemente giocatori problematici o dipendenti. Lo studio ESPAD del CNR-IFC sugli studenti tra i 15 e i 19 anni stima in 1.300.000 (51% del totale) coloro che hanno giocato almeno una volta nel corso del 2022, in quasi 130mila i giocatori a rischio e in oltre 67mila i giocatori problematici.

“È evidente che il governo intende cancellare tutti quegli spazi dove possano emergere le reali conseguenze dell’azzardo nella vita delle persone”, dichiara don Armando Zappolini della Campagna Mettiamoci in gioco: “Così è per la cancellazione dell’Osservatorio, per la difficoltà di accesso ai dati sulla diffusione del gioco d’azzardo nel nostro paese e per l’azzeramento del fondo alle Regioni per percorsi di prevenzione e cura in materia di disturbo da gioco d’azzardo.  Non si vuole che la gente sappia quanto dolore e quanto sangue c’è su quei soldi ai quali non si vuole rinunciare. Questa non è distrazione, è complicità!”.

“La Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II esprime preoccupazione in merito alla bozza della manovra 2025”, nota Luciano Gualzetti, presidente della Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II. “La linea è sempre la stessa: il governo antepone gli interessi di far cassa e delle imprese del settore a discapito della salute individuale e pubblica del Sistema Paese, considerando l’azzardo una leva fiscale sulla pelle delle persone più fragili. Dalla manovra 2025 ci si aspettava l’introduzione di solidi strumenti di tutela, vigilanza, regolamentazione e contenimento dell’azzardo, non un abbassamento di attenzione sullo stesso. C’è bisogno di una legge quadro del settore, che garantisca sull’evoluzione in essere del settore e abbia come priorità la riduzione dell’offerta.”

RINNOVATO IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA FONDAZIONE Ss. MAMILIANO E ROSALIA

A seguito delle nomine effettuate dall’Arcivescovo di Palermo e dell’elezione dei membri a cura del Comitato Pastorale della stessa, il nuovo Consiglio che sarà in carica per il prossimo triennio è così formato:

 

Presidente:                           Dr. Francesco FURNARI

Vice Presidente:                  Dr. Vittorio ALFISI

Consigliere e Segretario:   Dr. Giovanni CASCINO

Consigliere:                         Diac. Sig. Onofrio CATANZARO

Consigliere:                         Dr.ssa Carmela FERRARO

FIRMATA LA CONVENZIONE TRA L’ORGANISMO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI “I DIRITTI DEL DEBITORE ENTE TERZO SETTORE” E LA “FONDAZIONE Ss. MAMILIANO E ROSALIA ETS” DI PALERMO

Nell’ottica di una sempre maggiore attenzione ai problemi di coloro che si trovano in stato di sovraindebitamento e al fine di contrastare il fenomeno dell’usura, il 20 giugno 2024 è stata firmata dal Rag. Salvatore Alessandro, legale rappresentante dell’Associazione Nazionale i Diritti del Debitore Ente terzo Settore APS, e dal Dr. Vittorio Alfisi, Presidente della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia di Palermo una Convenzione per una più stringente collaborazione.

A tal fine:

  • L’Associazione, presente con propri Organismi di Composizione della Crisi – O.C.C -.in tutte le provincie siciliane e con la medesima competenza territoriale dei 14 Tribunali dell’Isola, potrà indirizzare alla Fondazione tutte le persone che, entrate in contatto con la propria organizzazione, abbiano difficoltà economico-finanziarie e possano usufruire dei servizi della Fondazione. Le persone indicate dall’O.C.C. saranno ascoltate per verificare se sono presenti le condizioni per un intervento nei loro confronti, al fine di facilitarne l’accesso alla concessione di credito dalle banche convenzionate, altrimenti precluso, attraverso un prestito chirografario o un mutuo ipotecario. La Fondazione opererà tramite la prestazione di garanzie utilizzando i fondi del Ministero dell’Economia e delle Finanze, secondo quanto disposto dalla Legge 108/96. La Fondazione potrà fornire, dietro richiesta, anche eventuali consulenze su argomenti che riguardano le procedure bancarie e di accesso al credito.

                                                            

  • L’O.C.C. ascolterà le persone che saranno presentate dalla Fondazione per valutare la possibilità di un intervento ai sensi del Codice della crisi e dell’insolvenza. La stessa Fondazione potrà raccogliere, nel rispetto della privacy, i dati personali e quelli relativi alla situazione debitoria, potendo anche predisporre una relazione riepilogativa da fornire all’O.C.C. Sarà cura da parte dell’O.C.C. una continua verifica sull’attività dei vari gestori della crisi assegnati alle persone e riferire periodicamente alla Fondazione gli aggiornamenti relativi al percorso dell’istruttoria, fornendo appositi report.

 

  • Le parti potranno organizzare congiuntamente eventi quali convegni, campagne, giornate dedicate alla legalità, all’educazione finanziaria, alla propensione al risparmio e al sano investimento delle risorse finanziarie, al contrasto all’usura, all’azzardo, a far conoscere l’esistenza dell’O.C.C., della Fondazione e delle loro attività, a divulgare la conoscenza del Codice della crisi e dell’insolvenza sul sovraindebitamento e le modalità procedurali cui ricorrere per l’utilizzo e a quant’altro ritengano necessario organizzare di comune accordo, secondo i dettami delle proprie reciproche attività istituzionali.

Il nostro sito utilizza cookie tecnici per poter funzionare adeguatamente ed essi sono gli unici obbligatori. Nella nostra informativa privacy puoi trovare maggiori informazioni su come trattiamo i tuoi dati. L’unica certezza è che non li condivideremo con altri, né a fini commerciali né per altri utilizzi che possano ledere la tua privacy.