L’ARCIVESCOVO DI PALERMO MONS. CORRADO LOREFICE VISITA LA FONDAZIONE “Ss. MAMILIANO E ROSALIA”

L’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice ha visitato, il 12 Febbraio 2026, la nostra Fondazione in Via Benfratelli, 27 a Palermo, per esprimere la sua vicinanza e attenzione a un’istituzione nata proprio per volontà e iniziativa della Chiesa di Palermo.

Accolto dal Presidente della Fondazione Francesco Furnari e dal Vicepresidente Vittorio Alfisi, insieme ai membri del Consiglio Direttivo ai volontari e agli impiegati, Sua Eccellenza ha visitato la struttura dove operano i volontari.

Durante l’incontro Mons. Lorefice ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro svolto dalla Fondazione, che, da oltre vent’anni, opera per la prevenzione e il contrasto dell’usura in Sicilia e ha ringraziato tutti per l’ascolto attivo e il sostegno offerto alle famiglie sovraindebitate.

Il Presidente Furnari ha presentato l’attività della Fondazione, facente parte della Consulta Nazionale Antiusura, che utilizza i fondi della legge 108/96, quelli regionali, oltre ai contributi dell’otto per mille erogati dalla  Diocesi di Palermo.

Due volontari hanno illustrato le modalità di lavoro della Fondazione, sottolineando che l’assistenza data a tutti coloro che si rivolgono alla Fondazione avviene in maniera del tutto gratuita.

Particolarmente interessanti e cariche di emozioni sono state le testimonianze di alcuni assistiti, specialmente di una coppia di giovani sposi, recentemente aiutata dalla Fondazione per salvare la casa di abitazione già posta in vendita all’asta.

La visita si è conclusa con un momento di preghiera comune.

L’Arcivescovo con i volontari e gli impiegati della Fondazione

Leone XIV alla Consulta nazionale antiusura nel trentennale di fondazione

Peccato molto grave che schiaccia le persone
fino a renderle schiave

18 ottobre 2025

«Quanto è lontano da Dio l’atteggiamento di chi schiaccia le persone fino a renderle schiave! Si tratta di un peccato grave, a volte molto grave, perché non è riducibile a mera questione di contabilità; l’usura può portare crisi nelle famiglie, può logorare la mente e il cuore al punto da indurre a pensare al suicidio come unica via d’uscita». Lo ha denunciato Leone XIV ricevendo in udienza nella Sala Clementina stamane, sabato 18 ottobre, la Consulta nazionale antiusura “San Giovanni Paolo II”, nel trentennale della fondazione. Accompagnati dal presidente Luciano Gualzetti, i volontari delle 35 fondazioni aderenti, attive su tutto il territorio italiano, hanno partecipato all’incontro con il Pontefice e a mezzogiorno si sono ritrovati nella basilica di San Pietro per la Celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, all’altare della Cattedra. Ecco il discorso del Papa.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

La pace sia con voi!

Cari fratelli, care sorelle, buongiorno e benvenuti!

Saluto il Presidente e tutti voi che rappresentate la Consulta nazionale antiusura. Unisco la mia voce a quella dei miei Predecessori per ringraziarvi dell’impegno con cui, da trent’anni, operate per contrastare un problema che ha un impatto devastante sulla vita di molte persone e molte famiglie.

Il fenomeno dell’usura rimanda al tema della corruzione del cuore umano. È una storia dolorosa e antica, già attestata nella Bibbia. I profeti, infatti, hanno denunciato l’usura, insieme allo sfruttamento e ad ogni forma di ingiustizia nei riguardi dei poveri. Il profeta Isaia, a nome del Signore, pone questa domanda: «Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?» (Is 58, 6). Quanto è lontano da Dio l’atteggiamento di chi schiaccia le persone fino a renderle schiave! Si tratta di un peccato grave, a volte molto grave, perché non è riducibile a mera questione di contabilità; l’usura può portare crisi nelle famiglie, può logorare la mente e il cuore al punto da indurre a pensare al suicidio come unica via d’uscita.

La dinamica negativa dell’usura si manifesta a diversi livelli. C’è un’usura che apparentemente sembra voler aiutare chi è in difficoltà economiche, ma che ben presto si rivela per quello che è: un macigno che soffoca. Ne pagano le conseguenze soprattutto le persone fragili, come chi è vittima del gioco d’azzardo. Essa colpisce però anche chi deve affrontare momenti difficili, come ad esempio cure mediche straordinarie, spese impreviste oltre le possibilità proprie e della famiglia. Ciò che dapprima si presenta come un aiuto, in realtà, a lungo andare, diventa un tormento.

E questo capita anche a livello di Paesi nel mondo. Purtroppo, sistemi finanziari usurari possono mettere in ginocchio interi popoli. Ugualmente, non si possono trascurare «quanti nei commerci usano pratiche usurarie e mercantili che provocano la fame e la morte dei loro fratelli in umanità» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2269): le loro responsabilità sono gravi e alimentano strutture di peccato inique.

«La domanda che ritorna è sempre la stessa: i meno dotati non sono persone umane? I deboli non hanno la stessa nostra dignità? Quelli che sono nati con meno possibilità valgono meno come esseri umani, devono solo limitarsi a sopravvivere? Dalla risposta che diamo a queste domande dipende il valore delle nostre società e da essa dipende pure il nostro futuro. O riconquistiamo la nostra dignità morale e spirituale o cadiamo come in un pozzo di sporcizia» (Esort. ap. Dilexi te, 95).

Ecco perché è tanto preziosa l’azione di chi, come voi, si impegna per disincentivare l’usura e cercare di porre fine a tale pratica. La vostra opera è particolarmente intonata allo spirito e alla prassi del Giubileo, e può ben essere annoverata tra i segni di speranza che caratterizzano questo Anno Santo.

Pensando alle radici evangeliche di tale servizio, vorrei invitarvi a meditare sull’atteggiamento di Gesù nei confronti di Zaccheo, capo dei pubblicani di Gerico (cfr. Lc 19, 1-10). Egli era avvezzo a soprusi, angherie e prepotenze. Era normale per uno come lui approfittare del proprio ruolo per sfruttare le persone e guadagnare spogliando i più deboli. Ed ecco che Gesù cerca proprio lui, Zaccheo: lo chiama, gli dice che vuole fermarsi a casa sua. E allora accade l’impensabile: la gratuità di Gesù spiazza completamente quell’uomo e lo mette con le spalle al muro. Rientrando in sé stesso, Zaccheo capisce di aver sbagliato e decide di restituire “con gli interessi”! «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto» (Lc 19, 8). Nessuno gli chiedeva tanto, neppure la legge mosaica. Ma il fatto è che l’incontro con Cristo gli ha trasformato il cuore, e allora tutto cambia. Solo la gratuità è così efficace da rivelare a noi stessi il senso della nostra umanità. Quando prevale la ricerca del guadagno, gli altri non sono più persone, non hanno più volto, sono solo oggetti da sfruttare; e così si finisce per perdere anche sé stessi e la propria anima. La conversione di chi si macchia di usura è altrettanto importante della vicinanza a chi soffre per l’usura subìta.

Carissimi, vi incoraggio a portare avanti la vostra missione, tanto più valida in quanto esprime un impegno comunitario, sostenuto dai pastori della Chiesa.

Prego per voi, affidandovi all’intercessione di San Matteo apostolo, e di cuore vi benedico. Grazie.

18 ottobre 2025

30° Anniversario della Consulta Nazionale Antiusura “San Giovanni Paolo II”

Omelia di Mons. Giuseppe Satriano

Arcivescovo di Bari-Bitonto

Basilica di San Pietro

18 ottobre 2025 – Festa di San Luca Evangelista


Il nostro aiuto è nel nome del Signore, Egli ha fatto cielo e terra!

Stiamo vivendo una giornata memorabile e sono contento di condividerla con ciascuno di voi. Saluto il caro Presidente, il dott. Luciano Gualzetti, che ringrazio per il suo instancabile impegno a servizio della Consulta Nazionale, e in lui abbraccio idealmente ogni donna e ogni uomo delle 35 fondazioni antiusura che operano nel nostro amato Paese.

Un riferimento particolare alla Fondazione di Roma “Salus Populi Romani”, che festeggia trent’anni di vita, proprio come la Consulta Nazionale Antiusura. Radunati in questa Basilica, cuore pulsante della cattolicità, sentiamo vibrare in noi la gratitudine e la commozione.

Trent’anni di cammino: una data che si scolpisce, nella memoria ecclesiale, come pietra viva di una storia animata dallo Spirito.

A rendere ancor più densa questa celebrazione è l’incontro appena vissuto con il Sommo Pontefice, Papa Leone XIV, che ci ha voluto accogliere in un’udienza carica di paterna benevolenza.

Le sue parole ci hanno confermati nella fede e nel servizio, ci hanno sostenuti nel nostro impegno accanto a un’umanità ferita da “un macigno che soffoca” – questa l’immagine che Papa Leone XIV ha usato questa mattina per parlare dell’usura – e dalle nuove forme di schiavitù economica che segnano il nostro tempo.

È stato un momento di grazia, in cui abbiamo percepito la Chiesa madre che ci incoraggia, riconosce e rilancia il cammino di una rete viva, capace di stare nelle piaghe della nostra gente con la forza mite del Vangelo.

Oggi celebriamo la festa di San Luca evangelista — il medico, il discepolo fedele, il cantore della misericordia — e la Parola ci offre un orizzonte luminoso in cui leggere anche la nostra esperienza.

San Paolo, nella Prima Lettura, parla con schiettezza di fatiche, solitudini e tradimenti, senza tuttavia smarrire mai la certezza di un “però” che cambia tutto:

“Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo” (2Tm 4,17).

Quel “però” è la chiave della fede: è la piega interiore dove la grazia prende corpo, dove la presenza del Signore rende fecondo ciò che agli occhi umani sembrerebbe arido o sconfitto.

Anche la storia della Consulta è attraversata da questo “però” evangelico.

Di fronte alle dinamiche disumane dell’usura — che lacerano famiglie, calpestano dignità, uccidono speranze — la Chiesa non è rimasta spettatrice.

Ha risposto con la creatività della carità, con il coraggio di uomini e donne che hanno detto “però”: il male deturpa, però il Vangelo può diventare carne; il male corre, però la giustizia può camminare sulle gambe della misericordia; il male abbatte, però la speranza può rialzare chi è caduto.

L’usura, lo sappiamo, è un male complesso, condannato “da sempre e per sempre” dalla coscienza cristiana e dalla Scrittura, un “peccato grave” – come lo ha definito Papa Francesco – e “molto grave” – come ha aggiunto e rincarato Papa Leone.

Dietro i numeri ci sono volti concreti: padri e madri, anziani, giovani, intere famiglie ferite dal bisogno e dalla vergogna. In questa piaga, spesso silenziosa, la Consulta ha scelto di abitare le crepe, di scendere nei luoghi dove la dignità si smarrisce per riportarvi luce e fiducia.

Come i settantadue discepoli inviati da Gesù nel Vangelo di oggi (Lc 10,1-9), anche voi siete stati mandati a due a due, non con la forza dei mezzi ma con la potenza del Vangelo:

“Non portate borsa, né sacca, né sandali… In qualunque casa entriate, dite: Pace a questa casa” (Lc 10,4-5).

Luca ci consegna lo stile della missione povera e fraterna: portare pace, guarire ferite, annunciare che “il Regno di Dio si è fatto vicino”.

E la vostra missione ha assunto questa forma evangelica:

–       nell’ascolto discreto e competente delle persone schiacciate dai debiti;

–       nell’accompagnamento legale, economico e umano;

–       nella promozione di una cultura antidebito e nell’azione profetica contro il gioco d’azzardo, “l’altra faccia della stessa medaglia”;

–       nella costruzione di una rete solidale che ha radici ecclesiali e sguardo profetico.

In questo cammino non possiamo dimenticare le figure fondatrici, veri “operai del Vangelo”: Padre Massimo Rastrelli, Mons. Alberto D’Urso e tanti altri, che con audacia evangelica hanno saputo inventare risposte nuove davanti a sfide antiche. Hanno trasformato la compassione in struttura, la denuncia in progetto, la prossimità in rete viva.

La differenza cristiana non è una bandiera da sventolare, ma una vita da incarnare: è l’audacia di accogliere l’altro nella sua alterità, di vincere il male con il bene, di disinnescare le logiche della vendetta con la creatività dell’amore.

Il pittore francese Matisse affermava che ‘vedere è già un atto creativo’. Oggi, nel cuore della Chiesa, rendiamo grazie al Signore per tutte quelle vite che il male ha cercato di sotterrare e che voi, però, siete riusciti a “vedere”: per le famiglie risollevate, per le relazioni riconciliate, per le conversioni silenziose che la misericordia ha operato anche nei cuori degli usurai. Ma questa Eucaristia è anche invito a guardare avanti.

“La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai” (Lc 10,2).

Il campo della giustizia è vasto, la messe della dignità da restituire è abbondante.

C’è bisogno di nuove energie, di giovani che raccolgano il testimone, di comunità cristiane che si lascino inquietare dai poveri e dalle nuove forme di sfruttamento.

La Consulta è chiamata oggi non solo a custodire un’eredità, ma a generare futuro, a continuare a essere presenza disarmata e operosa, “mietitori del buono” in un mondo spesso tentato dal cinismo.

Carissimi, davanti a Pietro, roccia della fede, rinnoviamo il “però” della speranza. Il Signore è stato vicino, e continuerà a esserlo. Lo toccate nelle ferite che curate, vi aspetta nei cammini che accompagnate, vi scalda il cuore nella pace che annunciate casa per casa.

All’intercessione di San Matteo, patrono della Consulta, affidiamo questo tempo nuovo. E che la tenerezza evangelica di San Luca, la profezia di San Giovanni Paolo II e la creatività dei vostri fondatori continuino a ispirarvi.

Auspico che tutti in Italia, guardando a voi, possano riconoscere un segno luminoso di quella Chiesa povera per i poveri che il Vangelo sogna e che lo Spirito continuamente suscita.

Amen.

CONVEGNO NAZIONALE DELLA CONSULTA ANTIUSURA SAN GIOVANNI PAOLO II

CONVEGNO

NEL NUOVO SCENARIO SOCIO-ECONOMICO

L’AZZARDO ANTICAMERA DELL’USURA

LE FONDAZIONI ANTIUSURA A SOSTEGNO DELLA PREVENZIONE

Palermo, 11 novembre 2023

Nella sala Cardinale Lavitrano del prestigioso Palazzo Arcivescovile di Palermo si è tenuto il Convegno organizzato dalla Consulta Nazionale Antiusura S. Giovanni Paolo II con la collaborazione della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia.

Preceduto dalla Celebrazione Eucaristica in Cattedrale presieduta dall’Arcivescovo Metropolita di Palermo, Mons. Corrado Lorefice e da un momento di preghiera davanti alla tomba del Beato Don Pino Puglisi, il Convegno ha visto come relatori il Prof. Maurizio Fiasco, sociologo consulente della stessa Consulta, del Cav. Filippo Torreggiani, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, e del Dott. Aniello Baselice, medico psicoterapeuta del Dipartimento Dipendenze ASL di Salerno.

Al convegno hanno partecipato autorità civili e militari fra i quali il dott. Vincenzo Vincifora, in rappresentanza del Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, il prof. Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo, il Presidente f.f. della sezione fallimentare  dott. Giuseppe Rini, in rappresentanza del Presidente del Tribunale di Palermo, la dott.ssa Maria Baratta in rappresentanza della Prefettura di Palermo, il tenente colonnello dei Carabinieri dott. Salvino Macli, in rappresentanza del Comandante Provinciale,  il commissario capo dott.ssa Ilaria Pedone, in rappresentanza del Questore di Palermo, il capitano della Guardia di Finanza dott. Matteo De Gasperis, in rappresentanza del Comandante Provinciale; sono stati presenti numerosi presidenti e volontari delle 34 Fondazioni Italiane.

Il Prof. Fiasco ha evidenziato – tra l’altro – come la situazione attuale somiglia molto a quella della congiuntura del 1992 che poi si è riprodotta – sia pure in termini minori – negli anni 2012 – 2013. Come allora c’è un taglio evidente dei redditi dovuto all’inflazione, alla decrescita del valore degli immobili e un repentino aumento dei tassi di interessi. Tutto ciò sta provocando “un’impennata dei casi d’insolvenza irrecuperabile (sovraindebitamento, in termini tecnici) e si sviluppa il rischio di usura, che riguarda le famiglie e molte piccole imprese. Alle 205mila unità d’abitazione all’inizio del 2020 pronte per le aste, fatte iscrivere dai creditori e dai fondi speculativi che avevano rilevato i ‘crediti deteriorati’, se ne sono aggiunte 126mila nel 2021 e almeno 135mila nell’ultimo anno. L’emergenza è destinata ad aggravarsi per il ritorno – come riflesso delle nuove guerre – di due mostri, che sembravano da otto anni scomparsi: l’alta inflazione e gli alti tassi d’interesse”. In queste condizioni – ha concluso il prof. Fiasco – l’usura (alimentata anche dal gioco d’azzardo) e la speculazione delinquenziale sono incentivate dalla tragedia interna e internazionale. Ma occorre far tesoro dell’esperienza passata di fronteggiamento. In 25 anni d’impegno, le Fondazioni antiusura hanno dispiegato una dottrina, cioè un apostolato, di grande competenza ed efficacia, per contrastare la morsa dei debiti sulle persone e per restituire alle famiglie la sovranità sull’esistenza, per l’appunto minacciata dal credito aggressivo e usurario.

Per il Cav. Torreggiani “è divenuto improcrastinabile rendere i processi di tutela della salute in primis, vigilanza, regolamentazione, controllo e repressione sempre più funzionali ed ordinati con l’obiettivo di garantire legalità all’intero sistema. Non di meno giova rammentare che il fenomeno concorre, peraltro a produrre quella che è anche definita ‘povertà indotta’. Uno sviluppo corretto, equilibrato e sostenibile di un mercato in continua evoluzione, passa necessariamente da un apparato che ne garantisce legalità, efficienza della vigilanza e controlli che lo Stato deve assicurare”.

Nel suo intervento il Dott. Baselice ha evidenziato come negli ultimi decenni si è assistito a un’evoluzione del concetto di dipendenza: se prima, con questo termine, si faceva riferimento prevalentemente a un disturbo legato all’uso di alcol o sostanze, con il passare degli anni, le esperienze che possono essere al centro di una dipendenza sono aumentate fino ad arrivare a comprendere tutta una serie di comportamenti che non hanno a che fare con l’uso di una sostanza ma che comunque interferiscono con il sistema nervoso, l’equilibrio neurochimico e con vari aspetti della vita della persona. Le tipologie più diffuse di nuove dipendenze comportamentali sono:

  • Tecno dipendenze: internet, smartphone, giochi on-line, social-network e pornografia on-line;
  • gioco d’azzardo patologico;
  • shopping compulsivo;
  • dipendenza affettiva;
  • dipendenza dal lavoro;
  • dipendenza da attività fisica;
  • dipendenza dal mangiare sano e naturale.

Il Dott. Baselice ha infine sottolineato la presenza di una relazione tra tre comportamenti patologici, nel caso di gioco d’azzardo e shopping compulsivo e nel caso di shopping compulsivo e accumulo compulsivo. Sono state, infatti, rilevate una forte correlazione tra comportamento di gioco d’azzardo patologico e comportamento di shopping compulsivo e delle differenze significative tra giocatori non patologici e giocatori patologici negli indici inerenti all’acquisizione compulsiva (più alti nei giocatori patologici).

Nelle conclusioni l’Arcivescovo Lorefice ha tratto numerose citazioni dagli scritti di don Puglisi. “Don Pino ci dona le sue 3P: preghiera, poveri e presbiterio. Ci viene chiesto di ascoltare le sofferenze delle persone, stare dentro la vita dei poveri. Sentire il profumo della sofferenza, soprattutto dei piccoli. La passione morale e la compassione cristiana devono guidare le nostre intenzionalità, a salvaguardia dell’umanità e della dignità delle persone schiacciate dall’azzardo e dall’usura. Urge un’assunzione di responsabilità collettiva nei confronti dell’azzardo che foraggia le tasche degli usurai. L’usura è un peccato sociale. Come la mafia, è strutturato, nasconde volti e persone, fino a creare una struttura di peccato e ingiustizie sociali. Mettiamoci insieme. Anche questo ci chiede la sinodalità della Chiesa”.

In chiusura il Presidente della Consulta Nazionale ha evidenziato come “oggi abbiamo riconosciuto come i fenomeni dell’usura e dell’azzardo si siano modificati nel tempo rispetto a quando li abbiamo incontrati per la prima volta, intorno agli anni Novanta. Per tale ragione, dobbiamo affrontarli con competenza, per riconoscerli e attrezzarci con nuovi strumenti per contrastarli. C’è bisogno di un’alleanza tra tutti coloro che possono giocare un ruolo nella prevenzione e nella cura dei dipendenti da azzardo: istituzioni, imprese, Terzo settore. Solo con un approccio integrato culturale, sanitario, sociale, educativo si possono ristabilire priorità e nuovi modelli di educazione che vedano l’uomo in tutte le sue dimensioni. Non possiamo continuare ad assistere passivamente che i nostri giovani, per un’appartenenza calcistica, siano adescati dall’azzardo e dalle dipendenze patologiche. L’ascolto e la lettura della realtà devono portarci a mettere insieme le esperienze che ciascuno riesce a mettere in campo, per un’assunzione di responsabilità comune”.

 

 

 

 

ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA CONSULTA NAZIONALE ANTIUSURA

Venerdì 10 novembre a Palermo si è riunita l’assemblea dei Presidenti delle 34 Fondazioni antiusura che fanno capo alla Consulta Nazionale S. Giovanni Paolo II.

Sono stati riconfermati il Presidente uscente Dr. Luciano Gualzetti (della Fondazione di Milano) e i Consiglieri Don Basilio Gavazzeni (della Fondazione di Matera), Dott. Giustino Trincia (della Fondazione di Roma) e dott. Daniele Acampora della Fondazione di Castellammare di Stabia). E stato altresì eletto il quinto consigliere nella persona di Don Marco Lai (della Fondazione di Cagliari).

Infine è stato eletto Segretario della Consulta il Dr. Francesco Furnari, Vice Presidente della nostra Fondazione.

Da sinistra: Furnari, Trincia, Gualzetti, Gavazzeni, Lai, Acampora

 

 

VENTENNALE DELLA COSTITUZIONE DELLA FONDAZIONE Ss. MAMILIANO E ROSALIA (2003-2023)

PRESENTI DA VENT’ANNI SUL TERRITORIO

I primi vent’anni di vita della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia sono stati ricordati nel pomeriggio di sabato 25 febbraio con un evento che si è svolto nella sala conferenze del prestigioso Palazzo del Seminario in via Incoronazione a Palermo.

Dopo il saluto del Presidente Dr. Vittorio Alfisi, sono intervenuti l’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice, il Prefetto di Palermo Dr.ssa Maria Teresa Cucinotta e, in rappresentanza del Sindaco di Palermo, l’Assessore Dr.ssa Antonella Tirrito.

Dr. Vittorio Alfisi (Presidente della Fondazione)

L’Arcivescovo ha evidenziato che quanto fatto e fa la Fondazione è “un lavoro importante, come è importante il dramma di tante famiglie che rischiano di perdere la casa per gioco d’azzardo o per attività non andata bene. È un’altra forma per stare vicino alla gente: in vent’anni tante persone sono rinate grazie a questo supporto. Giornate come questa”, ha proseguito Don Corrado, “sono un sostegno prezioso per Palermo, dove c’è ancora spazio per una cittadinanza che si assuma la responsabilità del volto dell’altro”. L’Arcivescovo ha concluso ricordando che la Fondazione ha una impronta cristiana e quindi si ispira all’esempio del buon Samaritano, che è Gesù, che volge lo sguardo al prossimo in difficoltà. L’attività della Fondazione è quindi “Vangelo vissuto”.

S. Ecc. Mons. Corrado Lorefice (Arcivescovo di Palermo)

La dottoressa Maria Teresa Cucinotta, nel suo intervento, ha evidenziato la necessità della denuncia per spezzare quel circolo vizioso di accondiscendenza che spesso degenera in omertà. “L’usura”, ha insistito il Prefetto, “è un reato personale, quindi senza la denuncia non può essere perseguito”. Ha infine elogiato l’Arcivescovo di Palermo per il coraggio dimostrato nel prendere decisioni scomode e per avere messo a punto protocolli a garanzia della legalità.

Dr.ssa Maria Teresa Cucinotta (Prefetto di Palermo)

Il dr. Alfisi ha ripercorso poi i venti anni trascorsi, ricordando le tappe significative della Fondazione sia dal punto di vista dell’azione di ascolto, di istruzione delle pratiche a garanzia dei finanziamenti sia pure per l’opera di educazione alla legalità e al corretto uso del denaro realizzata attraverso numerosi convegni e incontri. “La Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia opera da venti anni in Sicilia” – ha proseguito il Presidente della Fondazione – “utilizzando i fondi affidati dallo Stato ai sensi della legge 108 del 1996 a garanzia di finanziamenti con banche convenzionate. Così ha potuto assicurare ad un gran numero di famiglie la possibilità di uscire dal tunnel del sovraindebitamento. In questi ultimi tempi sono aumentate le difficoltà di utilizzo dei Fondi statali e ora si rende sempre più necessario accompagnare gli assistiti presso O.C.C. per l’utilizzo della legge 3 del 2012. L’intesa, già ben sperimentata con Banca Mediolanum, potrà permettere un più facile accesso all’utilizzo di questa normativa”.

Un assistito della Fondazione ha dato una sua testimonianza sull’aiuto ricevuto in Fondazione, ricordando la sua condizione di qualche anno fa quando, a causa della perdita di lavoro, ha vissuto con tutta la famiglia momenti drammatici, superati grazie al sostegno della Fondazione. Ciò gli ha permesso di riflettere sul brano del Vangelo che narra della tempesta sedata da Gesù. Ha paragonato la sua situazione a quella dei discepoli sulla barca in tempesta mentre Gesù dormiva.

Il dr. Giovanni Pirovano, Presidente della Banca Mediolanum e membro del Comitato di Presidenza di ABI con delega all’innovazione e alla sostenibilità, ha sostenuto la necessità che le banche tornino ad ascoltare il territorio e a svolgere un ruolo sociale nel contrasto all’usura, facilitando l’inclusione finanziaria di famiglie “non bancabili”. Evidenzia come Banca Mediolanum, alla luce di recenti documenti vaticani, ha creato un prodotto chiamato “Prestito di Soccorso”, un finanziamento garantito dalle Fondazioni antiusura distribuite in quasi tutte le regioni italiane, “mezzo valido e concreto di supporto, un processo di indebitamento responsabile che può aiutare il soggetto a rientrare a pieno titolo nel circolo virtuoso della vita, restituendogli la dignità civica e sociale”, come ha sintetizzato il Dr. Pirovano.

Il Presidente di Mediolanum ha poi presentato una nuova convenzione con la Fondazione di Palermo, la prima che viene stipulata in Italia tra una banca e una fondazione. Con la sottoscrizione dell’accordo, Banca Mediolanum mette a disposizione della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia, una linea di credito rotativa, per erogare prestiti rateali per sostenere i costi per accedere alla procedura indicata dalla legge 3 del 2012, finalizzata a pagare parte dei debiti e di stralciarne i rimanenti. La legge infatti prevede il coinvolgimento di un O.C.C. (Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento) che, tramite un gestore incaricato, supporta il consumatore nell’analizzare la situazione debitoria e presentare al giudice una proposta di piano di ristrutturazione ed esecuzione ai creditori.

L’intervento dell’O.C.C. prevede un costo per le spese tecnico legali che i soggetti potrebbero difficilmente sostenere da soli.

Contestualmente è stato firmato il rinnovo triennale della convenzione denominata “Prestito di Soccorso” sottoscritta nel 2019.

Dr. Vittorio Alfisi (Presidente della Fondazione ) – Dr. Giovanni Pirovano (Presidente Banca Mediolanum)

L’intervento del Dr. Luciano Gualzetti, Presidente della Consulta Nazionale delle Fondazioni Antiusura, della Fondazione San Bernardino di Milano e Direttore della Caritas Ambrosiana, verte sull’importanza dell’impegno sul fronte educativo e della necessità di tenere conto delle specifiche realtà territoriali e di non prospettare interventi standardizzati.

Dr. Luciano Gualzetti (Presidente Consulta Nazionale Antitusura)

Il Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento delle Iniziative Antiracket e Antiusura Prefetto Maria Grazia Nicolò ha ribadito la necessità delle denunzie per coloro che sono vittime dell’usura e ha evidenziato le possibili soluzioni previste dalla vigente normativa per aiutare sia le famiglie sovraindebitate che quelle usurate che hanno denunziato.

Dr.ssa Maria Grazia Nicolò (Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento delle Iniziative Antiracket e Antiusura)

A conclusione i docenti della Lumsa di Palermo, Prof.ssa Anna Minà e Pietro Virgadamo, hanno  insistito sulle difficoltà che le famiglie sovraindebitate incontrano nel rompere il silenzio e chiedere aiuto. Infine alla Dr.ssa Claudia Di Francesco vincitrice, per la tesi sul sovraindebitamento, del Premio Giovanni D’Anna, è stato consegnato l’assegno e una targa ricordo.

 

 

Sovraindebitamento e Gioco D’Azzardo Patologico: Cause e Possibili Soluzioni

Si è svolto il 18 giugno scorso, presso il dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo, il convegno “Sovraindebitamento e gioco d’Azzardo patologico: cause e possibili soluzioni” promosso dalla Fondazione Santi Mamiliano e Rosalia di Palermo in collaborazione con l’lnner Wheel Club “Palermo Rosa dei Venti” e il Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, Esercizio Fisico e Formazione dell’Università degli Studi di Palermo.

Il convegno è stato realizzato con il patrocinio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Ordine degli Avvocati di Palermo e dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, con la collaborazione dell’Associazione Psicoeducativa SI.DA e del Centro Siciliano Sturzo.

Dr. Vittorio Alfisi

All’incontro, moderato dal Dr. Luigi Perollo, Direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Palermo, sono intervenuti in veste di relatori, il Dr. Vittorio Alfisi, Presidente della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia, il Prof. Maurizio Fiasco, Sociologo, Consulente della Consulta Nazionale Antiusura, l’Avv. Sergio lmburgia, Tutor della Fondazione e la Dr.ssa Daniela Leto, Psicologa, Presidente dell’Associazione Psicoeducativa SI.DA..

Prof. Maurizio Fiasco

I lavori sono stati introdotti dalla Dr.ssa Maria Gargano, Vice Prefetto in rappresentanza del Prefetto di Palermo, da S. Ecc. Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo Metropolita di Palermo, dalla Dr.ssa Lalla Mirasole, Vicepresidente dell’lnner Wheel Club “Rosa dei Venti  di Palermo”, in rappresentanza della Presidente Dr.ssa Lucia Lo Scrudato, e dal Prof. Gioacchino Lavanco, Direttore del Dipartimento Scienze Psicologiche e Pedagogiche dell’Università di Palermo, anche in rappresentanza del Magnifico Rettore.

Dr.ssa Lalla Mirasole – Dr. Luigi Perollo – Avv. Sergio Imburgia – Dr. Vittorio Alfisi – Prof. Maurizio Fiasco

Scopo del convegno è stato quello di volere tenere accesi i riflettori su questa grave piaga sociale, riunendo esperti nel campo legale, psicologico e sociologico per analizzare, discutere e condividere gli aspetti essenziali del fenomeno e prospettare le possibili soluzioni.

Il gioco d’azzardo patologico, si è detto, è una vera e propria dipendenza che spesso porta a gravi conseguenze prima fra tutte la perdita della dignità della persona oltre alla compromissione dei rapporti familiari, lavorativi e sociali. Ha conseguenze negative sul piano economico della persona e di riflesso delle famiglie e conseguenze psicologiche sulla persona quali ansia, insonnia e depressione. L’Organizzazione mondiale della sanità ha catalogato la dipendenza dal gioco come una vera e propria malattia, conosciuta con il nome di ludopatia.

Dr.ssa Lalla Mirasole – Dr. Luigi Perollo – Dr.ssa Daniela Leto

I giocatori patologici, è stato evidenziato, sono coloro che senza rendersi conto spesso cercano compulsivamente una nuova chance per rifarsi delle perdite.

È stato sottolineato inoltre come il gioco d’azzardo rappresenti una delle cause principali del sovraindebitamento, unitamente alle separazioni dei coniugi, alle perdite o riduzione del reddito da lavoro e alle gravi malattie.

Al riguardo sono state delineate le possibili vie d’uscita offerte dalla legge 108 del 1996 e dalla legge 3 del 2012 (detta anche “legge salva suicidi”). Queste normative infatti offrono la possibilità alle persone indebitate di poter essere liberate da debiti insostenibili per le loro capacità economiche e quindi poter voltare pagina e ritornare a vivere serenamente.

Il Presidente della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia, Dr. Vittorio Alfisi, nel suo intervento finale, ha tenuto a ribadire che la Fondazione da parecchi anni ha cercato di trovare, attraverso forme varie, modalità per trasmettere la sensibilizzazione sul tema dell’usura e principalmente sulla prevenzione dell’usura. Quasi ogni anno, infatti, sono stati organizzati convegni sul tema con taglio diverso. Ha affermato, inoltre, che la Fondazione, dal 2003, anno della sua nascita, ha deliberato finanziamenti per circa 10 milioni di euro aiutando finora più di 200 persone, esplicando la sua attività di assistenza in forma del tutto gratuita.

Particolarmente interessante è stata la testimonianza di una coppia di giovani sposi, recentemente aiutata dalla Fondazione per salvare la casa di abitazione già in vendita all’asta.

Convegno “Sovraindebitamento e gioco d’azzardo patologico: cause e possibili soluzioni”

La Fondazione invita gli interessati a partecipare il 18 Giugno 2022 alle ore 9.00, presso l’Università degli Studi di Palermo, Edificio 12, Aula Magna “Antonino Buttitta” al convegno “Sovraindebitamento e gioco d’azzardo patologico: cause e possibili soluzioni”

Interverranno, tra gli altri, S.Ecc.za Mons. Corrado Lorefice, il Prof. Gioacchino Lavanco, la Dott.ssa Lucia Lo Scrudato, l’Avv. Sergio Imburgia, il Dr. Vittorio Alfisi, la Dr.ssa Daniela Leto ed il Prof. Maurizio Fiasco, con la moderazione del Dr. Luigi Perollo e l’apertura dei lavori a cura del Prof. Massimo Midiri.

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FIRMATA LA CONVENZIONE TRA L’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI PALERMO E LA FONDAZIONE Ss. MAMILIANO E ROSALIA DI PALERMO

Il tre febbraio 2022, nella sede del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, è stata firmata una convenzione dal Presidente dello stesso Ordine Avv. Antonio Gabriele Armetta e dal Presidente della Fondazione Dr. Vittorio Alfisi.

Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati e il Presidente della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La convenzione prevede, tra l’altro, che:

  • L’Odine degli Avvocati, al fine di contrastare il fenomeno dell’usura, indipendentemente dalle possibili cause che possano determinare il ricorso al credito illegale, potrà indirizzare alla Fondazione tutte le persone che, entrate in contatto con i propri iscritti, abbiano difficoltà economico-finanziarie e siano a rischio usura. La Fondazione ascolterà le persone segnalate – escluse dall’accesso al credito bancario e finanziario – e verificherà se sono presenti le condizioni per un intervento nei loro confronti, al fine di facilitarne l’accesso alla concessione di credito dalle banche convenzionate attraverso un prestito chirografario o un mutuo ipotecario. La Fondazione, ricorrendone le condizioni, può anche proporre l’intervento di un Organismo di Composizione della Crisi per un eventuale accesso alla legge 3 del 2012 sul sovraindebitamento.
  • La Fondazione potrà fornire, dietro richiesta, anche consulenze su argomenti che riguardano le procedure bancarie e di accesso al credito. Le persone bisognose di interventi di natura economica o di semplici consigli e/o consulenze potranno eventualmente essere ascoltate anche nella sede del Consiglio dell’Ordine, ma l’istruttoria per eventuali finanziamenti bancari sarà effettuata presso la sede operativa della Fondazione.
  • L’Ordine con attività e mezzi propri, nonché tramite gli iscritti, favorirà al proprio interno e all’esterno la conoscenza della Fondazione e dell’attività effettuata dalla stessa che avviene in forma gratuita.
  • Le parti potranno organizzare congiuntamente eventi – quali convegni, incontri e giornate – dedicati alla legalità, all’educazione finanziaria, alla propensione al risparmio e al sano investimento delle risorse finanziarie, al contrasto all’usura, al gioco d’azzardo.
Rappresentanti dell’Ordine e della Fondazione alla firma della Convenzione

 

 

 

 

FIRMATA LA CONVENZIONE TRA LA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI ALTOFONTE E CACCAMO E LA “FONDAZIONE Ss. MAMILIANO E ROSALIA” DI PALERMO

 

La sala consiliare del Comune di Altofonte, il 15 dicembre 2021, è stata la sede di un incontro tra autorità civili, religiose e militari in occasione della firma della convenzione tra la Banca di Credito Cooperativo di Altofonte e Caccamo e la Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia di Palermo.

Sono intervenuti per presentare l’accordo il Dr. Giovanni Tusa, Presidente della Banca e il Dr. Vittorio Alfisi, Presidente della Fondazione; hanno voluto dare il loro contributo Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale, la Sig.a Angelina De Luca, Sindaco di Altofonte, l’Ing. Rosario Petta, Sindaco di Piana degli Albanesi e il Comandante della stazione dei Carabinieri di Altofonte.

Interessante la testimonianza del sig. Spera, imprenditore che è stato oggetto di racket e di usura, che – nonostante le tante difficolta – ha deciso di denunziare gli estortori e che ha potuto riprendere la sua attività imprenditoriale grazie all’intervento finanziario della Banca di Credito Cooperativo di Altofonte e Caccamo.

La convenzione permetterà, a coloro che si trovano in situazione di sovraindebitamento e non sono bancabili, di accedere – con la garanzia della Fondazione – ad un finanziamento chirografario o ipotecario presso la Banca di Credito Cooperativo di Altofonte e Caccamo.

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